Il trullo saraceno di Corni di Fiasco, in pietra a secco, con la casa bianca alle spalle

Corni di Fiasco · Un trullo vicino al mare

Un trullo vicino al mare

Un trullo vicino al mare, in Puglia, è più raro di quanto sembri: quasi tutti i trulli in affitto stanno in Valle d’Itria, in collina, e da lassù il mare è una gita. Corni di Fiasco è un trullo saraceno sulla costa ionica, a un minuto d’auto dalla spiaggia di Campomarino di Maruggio.

Chi cerca un trullo in Puglia finisce quasi sempre nello stesso posto: la Valle d’Itria, fra Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. È lì che stanno i coni bianchi delle cartoline, ed è lì che sta quasi tutta l’offerta. Il mare, da lassù, si raggiunge in macchina: da Alberobello la costa di Monopoli è a una ventina di chilometri.

Corni di Fiasco sta dall’altra parte, giù, sulla costa ionica del Salento. Il trullo è in mezzo agli ulivi, e la spiaggia è a un minuto.

Trulli in collina, trulli vicino al mare

La Valle d’Itria è un altopiano carsico, la Murgia dei trulli: paesi bianchi sulle colline, intorno ai quattrocento metri sul mare (Alberobello 428, Locorotondo 410, Martina Franca 431), boschi di fragno, vigne di uva bianca, muretti a secco che salgono e scendono. Di trulli ce ne sono a migliaia, e quelli di Alberobello sono patrimonio UNESCO dal 1996. D’estate le sere sono fresche; d’inverno lassù fa più freddo che sulla costa.

Quaggiù il paesaggio è un altro. La campagna è piatta, gli ulivi sono più grossi e più vecchi, e l’orizzonte finisce sul mare. I trulli ci sono anche qui, ma sono pochi, più bassi e più larghi, e non li cerca nessuno.

Valle d’Itria o costa ionica?

Non è una gara. Se volete i paesi bianchi, le masserie in collina, le cene a Cisternino e il fresco delle sere d’agosto, la Valle d’Itria è il posto giusto. Se il mare per voi non è una gita ma il ritmo della giornata, e volete vedere i trulli senza dormire in mezzo ai pullman, restate quaggiù.

Da Corni di Fiasco alla Valle d’Itria c’è un’ora di macchina. Si va su per una giornata, si cena a Cisternino o a Martina Franca, e la sera si torna a dormire vicino al mare. Lecce è a un’ora anche lei, Matera a un’ora e tre quarti: tutto, con i tempi, sulla mappa dei dintorni.

E se venite fuori stagione, la differenza si sente ancora di più. D’inverno la costa ionica è più mite della collina, le spiagge sono vuote e si cammina sulla riva in maglione. Per questo da novembre a marzo apriamo la casa ai soggiorni lunghi, e in primavera e autunno il mare è ancora, o già, da nuotare.

Il trullo saraceno

Il nostro trullo non ha il profilo slanciato, il cono ben sagomato e il pinnacolo in cima a cui vi hanno abituato le foto. È un trullo saraceno: un cono solo, basso, fatto della pietra calcarea di questa campagna, una pietra che si lavora bene e che respira.

La pietra del cono, posata a secco.
La pietra del cono, posata a secco.

Come tutti i trulli è costruito a secco, senza malta: pietre disposte ad anelli sempre più stretti, fino a chiudere una falsa cupola che si regge da sola. Chi ha studiato queste campagne indica la fascia vicina al mare a sud-est di Taranto, fra Lizzano, Torricella e Maruggio, come quella dove i trulli di questo tipo sono più fitti. Servivano da riparo quando arrivava il temporale, e d’estate, nella stagione dei raccolti, ci dormivano anche due famiglie per volta.

Perché si chiamino saraceni non lo sa nessuno. C’è chi pensa a una somiglianza con le costruzioni arabe, chi al ricordo dei pirati che sbarcavano su questa costa. Restano ipotesi. Di sicuro c’è che a uno della Valle d’Itria non bisogna dirlo: per loro gli unici trulli sono i loro. E noi glielo lasciamo credere, con un sorriso.

Le storie dei saraceni veri, quelli arrivati dal mare, le raccontiamo nelle Storie di Maruggio e dintorni.

Cosa cambia nelle giornate

Detto in breve: da un trullo in collina il mare è una gita; da qui è una pausa.

La mattina si va in spiaggia prima di colazione, quando la sabbia è ancora fresca e a Campomarino ci sono solo i pescatori e qualcuno col cane. Si torna, si fa colazione sotto la pergola, si legge in piscina.

Un minuto di strada, e le dune.
Un minuto di strada, e le dune.

Il pomeriggio il mare cambia faccia. Con la tramontana è una tavola trasparente; con lo scirocco arrivano le onde e i surfisti. Qui la prima domanda della mattina non è se piove: è da dove tira il vento, e la spiaggia si sceglie di conseguenza. Lo raccontiamo nel capitolo «Scirocco o tramontana?».

La sera il sole va giù nello Ionio. Sulla costa adriatica, quella di Polignano e di Monopoli, il sole sorge dal mare; da questa parte ci tramonta dentro, e d’inverno, a Torre Ovo, lo si vede scendere proprio nell’acqua.

E poi ci sono le cose piccole: il sale che vi resta sulla pelle fino a casa, la doccia all’aperto dopo il mare, il pesce comprato al porticciolo di Torre Colimena e cotto la sera.

La casa, in poche righe

Corni di Fiasco è un trullo a un cono restaurato fra il 2019 e il 2024, con accanto una casa in pietra: due camere, una sotto il cono del trullo, e un bagno, per quattro ospiti più uno su un letto pieghevole. Due ettari di terreno privato con ulivi secolari, fichi e mandorli, nessuno spazio in comune. Una piscina privata di dodici metri per tre e mezzo, profonda uno e quaranta, disegnata pensando agli antichi abbeveratoi delle masserie. Aria condizionata in ogni stanza, Wi-Fi, due verande coperte e una terrazza sul tetto da cui si vedono gli uliveti.

La piscina privata, con il vecchio ulivo in testa.
La piscina privata, con il vecchio ulivo in testa.

Il mare si vede in lontananza, oltre gli ulivi, ed è a un minuto. E quando non si vede, si sente: con lo scirocco e il mare grosso, dalla casa arriva forte il suo brontolio, come un temporale lontano che non smette mai. Il resto, con le foto, è nella pagina della casa.

Le spiagge a pochi minuti

Le spiagge sono il motivo per cui questo trullo sta dove sta.

Campomarino, un minuto: la spiaggia più vicina, con il Parco delle Dune, 41 ettari di dune e macchia mediterranea da attraversare sulle passerelle, e la spiaggia libera d’Ayala, senza servizi e senza rumore.

Salina dei Monaci e Torre Colimena, dieci minuti: la vecchia salina dove si guardano i fenicotteri, e la spiaggia davanti alla torre.

San Pietro in Bevagna, quindici minuti: un fiume, il Chidro, che arriva al mare con l’acqua a diciotto, venti gradi tutto l’anno.

Punta Prosciutto, venti minuti: sabbia bianca e acqua bassa e turchese per decine di metri. D’estate arrivate presto.

Porto Selvaggio, quarantacinque minuti: pineta, calette di roccia, e al mare si scende a piedi.

Tutto, con i tempi e le cose da sapere, nella pagina sulle spiagge vicino a Maruggio.

Domande frequenti

Quanto dista il mare?

Un minuto in auto: è la spiaggia di Campomarino di Maruggio. Punta Prosciutto è a venti minuti.

Dal trullo si vede il mare?

Sì, in lontananza, oltre gli ulivi. Con lo scirocco, si sente anche.

La piscina è privata?

Sì, è a uso esclusivo degli ospiti, come i due ettari intorno. Nessuno spazio in comune.

Quanto è lontana la Valle d’Itria?

Circa un’ora: Alberobello, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca si fanno in giornata.

Quante persone ospita?

Quattro, in due camere, più un quinto ospite su un letto pieghevole.

Qual è il soggiorno minimo?

5 notti, 7 da maggio a settembre. Il massimo è di 28 notti.

Il trullo fra gli ulivi, il mare a un minuto.

Scriveteci su WhatsApp

Le vostre preferenze sui cookie

Le statistiche sono facoltative. Potete cambiare scelta qui in qualsiasi momento. Chiudere questa finestra lascia invariata la scelta attuale.

Privacy e cookie