Il tavolo della cucina, con le vetrate aperte sull’uliveto

Corni di Fiasco · Lavorare da qui

Lavorare da remoto in Puglia, vicino al mare

Lavorare da remoto in Puglia, a Corni di Fiasco, vuol dire la mattina al tavolo, con la moka sul fuoco e l’uliveto fuori dalla porta, e il pomeriggio sulla riva di Campomarino di Maruggio, a un minuto di macchina.

Chi viene a lavorare da qui, quella che oggi chiamano workation, non cerca un ufficio con vista: cerca di chiudere il portatile alle cinque e trovarsi, dieci minuti dopo, a camminare sulla sabbia. Si può restare fino a quattro settimane, e d’inverno più si resta meno si spende.

Lavorare da remoto: la connessione, detta onestamente

La casa ha il Wi-Fi gratuito, e la connessione basta per videochiamate e per una giornata intera di lavoro: chi è stato qui d’inverno ci ha lavorato senza problemi.

La linea è FWA, cioè arriva via radio e non via cavo: è la soluzione normale nelle campagne del Sud, e per lavorare basta.

Il nostro consiglio è lo stesso che daremmo a chiunque lavori lontano da casa: tenete il telefono pronto come hotspot per le giornate di temporale, quando in campagna può saltare la corrente o rallentare la linea.

Dove si lavora: il tavolo, la veranda

Si lavora bene al tavolo della cucina: luce buona, la porta sull’uliveto, il lavello in pietra alle spalle.

Fuori ci sono due verande coperte, dove si sta bene dalla primavera all’autunno, e la terrazza sul tetto, che però è un posto per leggere, non per lavorare: al sole lo schermo non si vede. Ogni stanza ha l’aria condizionata, e d’estate i muri spessi di pietra tengono fresco.

La veranda, dalla primavera all’autunno.
La veranda, dalla primavera all’autunno.

D’inverno, una nota onesta: la casa è riscaldata e il camino è il centro della sera, ma il trullo respira, non è coibentato, e dopo lunghi periodi di pioggia può farsi umido. Per un soggiorno di lavoro d’inverno la consigliamo a due persone, al massimo. Di più nella pagina sui soggiorni lunghi d’inverno.

Una giornata, più o meno

Vi svegliate col silenzio, che in campagna fa più rumore di quanto pensiate: un gallo lontano, il vento fra gli ulivi, un trattore che passa sulla strada bianca. Il caffè si fa con la moka. La prima chiamata la fate dalla cucina, che si apre sull’uliveto; se il tempo lo permette, dalla veranda.

Il primo caffè, prima della prima chiamata.
Il primo caffè, prima della prima chiamata.

Verso l’una il paese chiude. Le saracinesche si abbassano, le strade si svuotano e fino alle quattro e mezza, alle cinque, non si muove nessuno. D’estate quelle ore hanno un nome, controra: l’ora contraria, quella del riposo, in cui è meglio non farsi vedere in giro. Per chi lavora è la parte più produttiva della giornata, perché fuori non c’è niente da fare.

Poi si stacca. D’inverno il sole tramonta presto e cala sul mare, verso Torre Ovo; d’estate si va al mare quando la sabbia ha smesso di scottare. La sera c’è il camino, oppure una cena sotto la pergola, a seconda della stagione.

Quanto restare

Il soggiorno minimo è di 5 notti, che diventano 7 da maggio a settembre; il massimo è di 28 notti, cioè quattro settimane. Per lavorare, una settimana è poco: il tempo di capire dove si compra il pane e si riparte. Due settimane cominciano ad avere senso, quattro sono quelle che vi fanno davvero cambiare ritmo.

Dal 1° novembre al 25 marzo, prenotando direttamente, 14 notti hanno il 14% di sconto, 21 notti il 21% e 28 notti il 28%, escluso il periodo dal 20 dicembre al 6 gennaio. È la stagione che ci piace di più per chi lavora: le spiagge sono vuote, i paesi tornano a chi ci vive e nessuno vi chiede di andare a vedere qualcosa. Tariffe e disponibilità sono sulla pagina di prenotazione.

Il fuso orario e i ritmi del Sud

L’Italia sta sull’ora dell’Europa centrale, la stessa di Berlino, Parigi, Amsterdam e Stoccolma; da Londra e da Lisbona è un’ora avanti. Le riunioni con il Nord Europa quindi non cambiano orario: cambia quello che c’è intorno.

Due cose da sapere. La prima è la pausa del pranzo, già detta: tutto l’anno, più o meno fra l’una e le cinque, i negozi del paese sono chiusi, e le commissioni si fanno la mattina presto o dopo le cinque. La seconda è la domenica: il supermercato può chiudere presto, quindi la spesa si fa il sabato. Il resto si impara in due giorni, e dopo una settimana vi sorprenderete a salutare il fruttivendolo per nome.

Le pause, a pochi minuti

Lavorare qui ha senso per quello che c’è quando si chiude il computer.

Il mare. La spiaggia di Campomarino è a un minuto in auto, le dune del parco sono lì accanto, Punta Prosciutto a venti minuti. D’inverno ci si cammina in maglione; da maggio a ottobre ci si nuota. Le spiagge vicino a Maruggio, una per una.

Dopo le cinque.
Dopo le cinque.

I fenicotteri. Alla Salina dei Monaci, a dieci minuti, si vedono soprattutto da ottobre ad aprile. Al tramonto è la pausa migliore della settimana.

Il vino. Manduria e le cantine del Primitivo sono a venti minuti. Le degustazioni si fanno su appuntamento, quindi si incastrano bene in un venerdì pomeriggio.

Le città. Taranto e il suo museo a mezz’ora, Lecce a un’ora: per i giorni di pioggia c’è una pagina apposta, Taranto e il MArTA.

Il fine settimana. Valle d’Itria, Ostuni, Otranto, Matera: tutto quello che sta entro un’ora e tre quarti lo trovate sulla mappa dei dintorni.

Prima di arrivare

L’auto serve: la casa è in campagna. L’aeroporto di Brindisi è a cinquanta minuti, quello di Bari a un’ora e tre quarti; le auto si noleggiano lì. Lenzuola e asciugamani sono compresi.

Se pensate a un soggiorno lungo, scriveteci prima: vi diciamo com’è la casa in quella stagione, senza abbellimenti.

Domande frequenti

La connessione regge le videochiamate?

Sì. La linea è FWA, via radio, e basta per videochiamate e per una giornata intera di lavoro.

Dove si lavora?

Al tavolo della cucina, che si apre sull’uliveto; nella bella stagione anche fuori, sotto la veranda.

Quanto si può restare al massimo?

28 notti, cioè quattro settimane: è la durata massima di un soggiorno.

Ci sono sconti per i soggiorni lunghi?

Sì, dal 1° novembre al 25 marzo, prenotando direttamente: 14 notti −14%, 21 notti −21%, 28 notti −28%, escluso dal 20 dicembre al 6 gennaio.

Serve l’auto?

Sì. La casa è in campagna, e il mare, i paesi e la spesa si raggiungono in macchina.

È tranquillo?

Sì. La casa è privata, con due ettari di terreno e nessuno spazio in comune. Il rumore più forte, di solito, è il vento.

Il portatile sul tavolo, il mare a un minuto.

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